I consigli di Stephen King per gli scrittori

Alzi la mano chi non conosce Stephem King, scrittore prolifico con all’attivo più di ottanta opere, ha venduto più di 500 milioni di copie e molti dei suoi libri hanno avuto una trasposizione cinematografica. Spesso, come accade a tanti scrittori di successo, gli è stato chiesto come si diventa scrittori, ecco perché King nel 2000 ha pubblicato On Writing, Biografia di un mestiere, dove ha cercato di spiegare come ha iniziato a scrivere, come e quando è diventato famoso, perché crede che il segreto del suo successo sia dovuto soprattutto all’appoggio della moglie e dà consigli su come poter diventare uno scrittore professionista.

«Se volete fare gli scrittori, ci sono due esercizi fondamentali: leggere molto e scrivere molto.»

Questo è il più grande consiglio che King ma anche tanti altri scrittori danno agli aspiranti scrittori. Già tanto tempo prima di leggere il saggio di Stephen King, qualcuno mi disse di leggere di più. Ingenuamente o, forse, incoscientemente, risposi dicendo che già leggevo tanto. Ho scoperto che quel mio tanto era troppo poco e che si può fare sempre di più. Soprattutto, è fondamentale leggere di tutto, non limitarci a leggere il nostro genere preferito ma uscire spesso dalla confort zone. Non dimenticare i classici, perché sono i classici che ci formano di più.

Scrivere, scrivere scrivere. Se non ti alleni tutti i giorni non potrai mai migliorare. Ma cosa scrivere? Naturalmente non possiamo scrivere tutti i giorni romanzi. Ma se si è uno scrittore avremo tanto da scrivere. Ci sono i post, post blog, articoli, recensioni, racconti, diari. Un consiglio divertente? Scrivere una storia senza la presunzione di pubblicarla, magari cimentarsi in un genere diverso dal nostro, solo per esercizio… e per divertirci!

Altri consigli di Stephen King

Conoscere la grammatica ma non esserne schiavo. Un bravo scrittore deve sapere le regole grammaticali, la punteggiatura e l’ortografia ma deve cercare di non concentrassi soltanto su quello perché il libro potrebbe perdere potenza e non trasmettere emozioni. Per questo King pensa sia superfluo alla prima stesura utilizzare dizionari e enciclopedie, ma lasciare che sia il flusso creativo a dettare le regole; dalla prima revisione in poi si potranno utilizzare tutti gli strumenti per correggere il nostro testo.

Divertirsi. Importante nella scrittura è che ciò che scrivi sia qualcosa che piace, se non ti piace perché dovrebbe piacere agli altri? E, soprattutto, se non ti piace scrivere, perché lo fai? Dedicati a un altro mestiere.

Le critiche. Far leggere il proprio lavoro a un tot di persone e vedere cosa pensano. Se tutti o la maggior parte segnala un difetto, un personaggio o un passaggio poco chiaro anche se non sei d’accordo, intervieni sul testo, se tutti dicono una cosa differente non prestarci caso.

Timer: imponiti un periodo di tempo per scrivere la prima bozza del romanzo. Sento spesso di gente che sta scrivendo un libro da anni. Per Stephen King questo non può essere una cosa buona, perché convinto che bastino tre mesi per scrivere una storia, poi, dopo aver fatto riposare il romanzo, si procederà alla revisione.

Mente sana, posto tranquillo: sono due consigli importanti. Dobbiamo avere la mente lucida e senza pensieri che ci distraggono, una situazione familiare tranquilla, un luogo tutto per noi per scrivere. Scrivere è un lavoro duro e quindi dobbiamo scegliere anche le ore giuste per farlo senza continue distrazioni.

Niente forma passiva e soprattutto non amare gli avverbi. Tagliali, rendono la lettura pensante e poco armoniosa!

Paragrafi brevi: diciamo la verità, quando ci troviamo un libro con paragrafi lunghi due pagine ci vien voglia di leggerlo? Tra l’altro, per King, il paragrafo lungo è brutto da vedere, lo dice il re non io!

Dialoghi: devono essere la chiave di volta per : spiegare le situazioni, descrivere i personaggi, ottenere informazioni. King sprona il lettore aspirante scrittore ad ascoltare, tanto, per poter diventare bravi nello scrivere i dialoghi. Io aggiungerei di frequentare anche i teatri, lì di dialoghi ve ne stanno tanti! Vi è mai capitato di leggere dialoghi inverosimili dove non capite perché utilizzino quel linguaggio e perché stanno ridendo se per voi la battuta non è divertente? Perché il dialogo non ha funzionato, non è vero? Per King, si deve scrivere come si mangia: io mangio pasta alla norma, a esempio, quindi non scriverò mai “taaac!!”

Il retroscena che non serve alla storia non serve neanche al lettore! Come diceva Cechov a proposito del fucile in scena che è lì perché prima o poi verrà usato, non scrivere nulla che non serve. Questo metodo del dilungarsi in cose poche utili è l’infodump, lo scrittore che lo utilizza forse crede di arricchire il testo ma raccontare la storia di un personaggio secondario che non aiuta la narrazione a crescere e che non smuove neanche il protagonista, non serve a nessuno.

Personaggio: reale. Solo quello. Nuovamente, guardiamoci intorno e osserviamo. Ho visto tanta gente strana per strada e spesso molti ordinari sui libri.

Revisione: fermati e fai riposare il testo e poi organizza la revisioni, leggi a voce alta e taglia, se taglierai il tuo testo, dice King, migliorerà.

Il consiglio più bello “Se è malvagio, uccidilo”

Scrivi ciò che ti piace , ciò che vorresti leggere

Infine vi parlo della piramide:

Per King esistono 4 tipi di scrittori e sono: scrittori cattivi, scrittori competenti, scrittori bravi e Grandi Scrittori (talento divino, casi rari, incompresi, irraggiungibili).

Questa piramide ha un piccolo problema sia per la base che per l’apice. Il cattivo scrittore, purtroppo, resterà cattivo sempre, anche se si impegnerà (si impegnerà?) o frequenterà corsi di scrittura; lo scrittore competente potrò diventare un bravo scrittore ma un bravo scrittore non riuscirà mai a essere un Grande Scrittore

E voi cosa ne pensate?

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