Il ballo

“Anche gli adulti, dunque, soffrivano per cose futili e passeggere? E lei, Antoinette, li aveva temuti, aveva tremato davanti a loro, alle loro grida, alla loro collera, alle loro vane e assurde minacce.”


Il ballo, Irene Némirovsky.
🍁Questo breve romanzo mi ha fatto compagnia una sera di tanti mesi fa. Era autunno e io con un po’ d’insonnia. Le pagine scorrevano veloci e più mi addentravo nella storia più scorgevo ipocrisia, fragilità, futilità dell’essere umano e soprattutto la crudeltà della protagonista che ha appena 14 anni. Una bimba, una ragazzetta che è molto simile alla madre ma, forse, non lo ammetterà mai. Anzi, da grande riderà della sua “bravata”.
🍁Da madre di una bimba mi sono fatta molte domande: pensare che il rapporto madre e figlia cambi appena si arriva all’adolescenza mi ha angosciata, potrebbe mia figlia farmi del male e goderne? Che poi io non mi riconosca nella madre di Antoinette questo è un altro discorso. Quella donna ambiziosa che sogna un amante, la sua grande occasione è un ballo in cui però la sua bambina non può partecipare perché piccola, ma anche perché non più bambina e quello potrebbe giocarle un brutto scherzo, riconoscere nell’adolescente Antoniette, la vera età della donna. Ma di diverso avviso è la ragazzina che vuole a tutti i costi partecipare a quell’evento e avendo il divieto penserà che se lei non va…
🍁La Némirovsky riesce a essere elegante e cruda contemporaneamente; è una fortuna che questa scrittrice, dimenticata dopo la seconda guerra mondiale, sia ritornata sugli scaffali delle librerie e, soprattutto, che Adelphi abbia deciso di pubblicarla e regalare a noi lettori la sua scrittura.

(questa è una copia della recensione scritta su instagram il 2 novembre 2019)

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