L’annusatrice di libri

“Questo è il bello dei romanzi: ti mostrano le conseguenze degli errori umani, sollevandoti dalla fatica di doverli sperimentare tu stessa”

Se dovessi scegliere su due piedi chi è l’autentico protagonista di questo romanzo direi “Il Lettore”, che non è quello di Italo Calvino e il suo Se una notte d’inverno un viaggiatore, ma con la stessa curiosità e l’avidità di leggere un romanzo. è un lettore il rigido reverendo Kelley, con in fondo, molto in fondo, un cuore tenero, lettore è il notaio Vergnano, avido, ambizioso, quel tipo di lettore che è più collezionista che altro, preso dalla vanità e dalla voglia di rivalsa; lettore è il simpaticissimo e bislacco avvocato Ferro, che vive per i libri immerso dai libri ma attento e arguto; lettrice vorace e romantica è la mamma di Luisella che trasmette la sua passione alla figlia che della lettura farà il filo conduttore che lo legherà alla madre anche se questa è lontana; lettrice sarà Amalia, prima una di quelle lettrici che mentono, quelle che dicono di leggere ma in realtà non lo fanno, quelle che si vergognano della propria ignoranza, senza pensare che basta aprire un libro per iniziare e non finire più e, lettrice è la nipote Adelina che perde la facoltà di leggere in maniera normale per diventare un’annusatrice.

Annusatrice non come il caro avvocato Ferro che, come altra gente sui generis (per esempio la sottoscritta) ama annusare le pagine dei libri, Adelina è speciale e, attraverso l’olfatto, riesce a percepire odori, emozioni e anche le storie che racchiudono le pagine dei libri.

Desy Icardi ci porta in un mondo fatto di maschere interessanti e spassose, piene di difetti e con moti che stupiscono. Non vi è un solo personaggio che si possa odiare, sia padre Kelley che il notaio sono esseri umani che sbagliano ma sanno le conseguenze dei loro errori e sarà la mancanza di ambizione e di vanità a salvare uno a discapito dell’altro. Come divertente ho trovato la storia del matrimonio di Amalia, descritta per via di flashback in maniera astuta con l’introduzione del mondo dei teatranti (e per un’amante del teatro questa parte è stata molto gradita).

la maschera più riuscita e divertente rimane quella dell’avvocato Ferro, dei suoi dialoghi surreali e del suo cambiamento da topo da biblioteca a sgrovigliatore di intrighi.

In L’annusatrice di livri nulla è come appare e tutti i personaggi mutano, crescono o diventano altro, Credo che un bravo scrittore sia quello che riesce a intrecciare con maestria le storie legandole e donando ai lettori indizi per far capire come potrebbe andare a finire e la frase citata a inizio post diventa auspicio per uno dei protagonisti che, dopo aver letto un romanzo, cambierà idea su una data questione.

In questo romanzo abbiamo tante citazioni letterarie riportate come simbolo o messaggio poiché i libri sembrano andare in aiuto ai personaggi della storia; molti dei romanzi citati tra le pagine di questo romanzo sono testi che ho amato tantissimo, soprattutto l’ultimo libro citato, ma per non fare spoiler non vi dico di quale si tratta.

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