Il Circolo Pickwick e i retroscena durante le prime pubblicazioni

Il Circolo Pickwick, primo romanzo dello scrittore Charles Dickens, è uno dei capolavori della letteratura inglese, apparso negli anni ’30 e pubblicato mensilmente a fascicoli; benché all’inizio non ebbe tantissimo successo, pian piano il pubblico si appassionò alle avventure dei personaggi e aspettava con ansia la pubblicazione dei fascicoli, diventando così un’evento mensile.

La storia è centrata su un gruppo di signori benestanti con a capo Samuel Pickwick che decidono di fare dei viaggi nei paesi e nelle città inglesi e incontrando fin subito Mr Jingle, un attore truffatore, vivranno tantissime avventure e disavventure. A un certo punto della storia, Pickwick sentirà il bisogno di avere un servo, qualcuno che lo accompagnasse e gli desse una mano e sceglie un giovane lustra scarpe, Sam Weller, un ragazzo intelligente, con un accento di una zona di Londra (East End) e con una parlata particolare. Durante le avventure Pickwick si ritroverà implicato in un assurdo processo e sarà costretto a soggiornare in un carcere per debitori.

Due sono le caratteristiche particolari che rende questo romanzo un cult, a parte il personaggio di Weller, l’inserimento di alcune storie che esulano dal racconto principale e le vignette che accompagnano i capitoli.

Infatti non tutti sanno che all’inizio questo romanzo doveva essere altro: vignette sportive accompagnate da un testo, ma il progetto ebbe una evoluzione con la scelta del giovane scrittore (allora Dickes aveva circa 24 anni e non era ancora uno scrittore a tutti gli effetti, facendo altro per vivere) che incentrò tutto sulla scrittura e sulle sue idee avendo l’appoggio degli editori ma non di chi aveva avuto l’idea.

Siamo negli anni ’30 dell’800 in Inghilterra e l’illustratore Robert Seymour, artista abbastanza affermato, propone l’idea di creare delle vignette che illustrassero un circolo sportivo (essendo lui stesso uno sportivo) , con dei racconti che descrivessero e raccontassero le immagini. Il progetto piacque e si cercò uno scrittore e alla fine fu fatto il nome di Dickens (si dice che fu proprio la moglie di Seymour a indicare il ragazzo poiché, pensava, data la giovane età, sarebbe stato docile). Ma Dickens, sicuramente sapendo che quella poteva essere la sua grande occasione, aveva le idee chiare su cosa voleva scrivere e quelle idee cozzarono fin dall’inizio con l’illustratore, innanzitutto perché non era uno sportivo e non poteva scrivere di sport.

Il primo attrito avvenne proprio per il protagonista della storia, Samuel Pickwick, che Dickens volle a tutti i costi paffuto, poco in forma e anziano, mentre Seymour già lo aveva disegnato diversamente. Ormai il progetto era nelle mani dello scrittore e l’illustratore dovette sottomettersi. Per attenuare la tensione, Dickens descrisse uno dei personaggi, Winkle, come un giovane uomo amante dello sport tanto da vestire sempre con abiti sportivi, ma, per divertire il pubblico, pensò di farne un maldestro tanto da arrivare a colpire con un colpo di fucile un suo compagno. Questo era anche un piccolo omaggio dello scrittore all’illustratore, ma le cose non migliorarono. (Questa nota chiarisce l’età del personaggio dato che in alcuni film, soprattutto la serie televisiva italiana Winkle è interpretato da un cinquantenne, Seymour allora non aveva neanche 38 anni e quindi anche Winkle aveva all’incirca quell’età. A chiarire questo dubbio anche il matrimonio del ragazzo fatto in segreto per non avere l’opposizione del padre!).

Seymour soffriva di depressione e di sbalzi di umore, e il fatto che Dickens avesse il potere decisionale lo irritava tanto da sfogarsi con le sue illustrazioni e la struggente “pagliaccio morente” ne è il simbolo. In esso molti hanno letto tutta la frustrazione e la delusione dell’artista che soffriva a non avere il controllo del progetto dato che anche gli editori gli remavano contro e non gli avevano beneficiato del compenso per l’idea.

Il 19 aprile del 1836 Seymour si reca da Dickens per discutere del capitolo che avrebbe contenuto la storia del pagliaccio e le altre vignette e litigano. L’artista, che l’indomani aveva appuntamento con l’editore Edward Chapman, lavorò tutta la notte alle illustrazioni del capitolo che doveva essere pubblicato, all’alba prese un fucile e si sparò. Il suo gesto ebbe ripercussioni sulla famiglia: non ricevette una sepoltura religiosa perché suicida e questo gesto, per la legge allora vigente, significava che tutti i suoi averi passavano alla corona.

La vedova Seymour cercò inutilmente un risarcimento perché l’idea del Circolo era del marito e nel frattempo gli editori cercarono un nuovo illustratore, scegliendo alla fine Phinz, un illustratore che collaborò con Dickens anche per le illustrazioni di altri suoi romanzi. Ma Phinz è anche colui che disegnò la figura del personaggio che ha reso famoso Dickens e che è diventato il simbolo del romanzo.

Infatti all’inizio la storia non coinvolse tanto il lettore e le copie vendute si aggiravano intorno alle 1000, quando entrò in scena il saggio ma giovane lustrascarpe Weller le vendite spiccarono il volo rendendo il Circolo il romanzo cult che è adesso. Da notare anche che il linguaggio del personaggio è conosciuto sotto forma di Wellerismo per le battute pungenti e un po’ assurde che Weller e il padre fanno.

Si è discusso tanto se le idee di Seymour fossero poi portate sulla carta da Dickens o se fosse vero il contrario, è certo che sapeva della fine del secondo capitolo perché ne fa una vignetta, ma certo è che la parte creativa maggiore e la fortuna del romanzo lo dobbiamo allo scrittore e non alle vignette.

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