The Words: il terrore di ogni scrittore

Qual è il terrore di ogni aspirante scrittore?

Se lo sei hai la risposta: non è il terrore del blocco o della pagina bianca, il terrore di ogni scrittore è che la sua opera, essendo di uno sconosciuto, venga rubata.

Molti che non sono del settore editoriale ma hanno il sogno nel cassetto di un romanzo hanno questa convinzione che un editore o un addetto al lavoro legga il dattiloscritto e dica “ma che bello, come è scritto bene, che storia affascinante, mo’ me ne approprio!”. Eppure non succede così, perchè se veramente sei un grande scrittore si presuppone che tu abbia nelle vene la voglia di scrive e che scriverai anche altro e quindi un editore, che è soprattutto un imprenditore, ti farà un contratto e guadagnerà con la tua scrittura e i tuoi scritti. Quindi non abbiate paura a mandare in giro i vostri manoscritti perché, soprattutto adesso che vengono inviati via mail, c’è sempre la prova tangibile che quel lavoro lo avete fatto voi e poi, ripeto, a un editore non conviene rubare (immaginate i soldi per avvocati e risarcimenti, a chi conviene?).

Eppure c’è chi ruba le nostre idee, io stessa sono stata vittima di un furto di un’idea (non nel campo editoriale, ma educativo, ma è un’altra storia).

Sono coloro che girano sul web e che magari pensano che possono prendere un libro pubblicato magari su Amazon o pubblicato a puntate su un sito e scopiazzarlo. Recentemente ho sentito di un caso del genere.

Il punto in questione è che se fai lo scrittore perché hai quella passione e quel bisogno di dire e urlare non avrai neanche la voglia o il pensiero di rubare le idee altrui, altrimenti, se lo fai, forse ti manca qualcosa?

Ecco, forse mancava qualcosa anche al protagonista di questa storia, The Words, interpretata da due bravi attori che ammiro, Bradley Cooper e Jeremy Irons, film diretto da  Brian Klugman e Lee Sternthal che con questo film debuttarono alla regia.

Le storie raccontate sono tre: uno scrittore famoso che legge a un pubblico il suo ultimo lavoro, The Words, che narra (storia seconda) la frustrazione di un aspirante scrittore che non riesce a essere pubblicato e che, per una strana coincidenza, trova un vecchio manoscritto che parla di un giovane e della sua storia d’amore a Parigi con una ragazza e del dolore per la perdita della loro bambina (terza storia). L’aspirante scrittore è affascinato dalla storia e decide di riscriverla al computer ma la moglie lo legge e credendo che quello sia frutto del lavoro del marito, lo incoraggia a trovare un editore. Quindi l’aspirante scrittore riuscirà a pubblicare e diventare uno scrittore famoso.

Qui la lettura dell’autore di The Words si conclude e inizia l’intervista con una giovane aspirante scrittrice e fan dello scrittore. Ella vuole sapere come continua la storia e quello che avviene dopo non è la paura descritta all’inizio del post, ma la paura di chi ha rubato, il senso di fallimento interiore che ognuno con una coscienza dovrebbe avere dopo aver rubato un’idea. Infatti, nella vita del giovane scrittore, arriva un vecchio, l’autore del manoscritto, che gli racconta che quel libro lo aveva scritto dopo la morte della figlia, è una storia autobiografica e il manoscritto era stato smarrito sul treno, nascosto in una valigetta. Il vecchio sa che il successo del ragazzo è fittizio, è una truffa, ma non ha le prove. Il ragazzo vorrà rimediare ma non gli sarà possibile e vivrà tutta la vita sapendo che il suo successo non è farina del suo sacco, che il meraviglioso libro che lo aveva reso uno scrittore famoso, in realtà non è suo.

E, così, chi scrive e ama la scrittura non ha bisogno di copiare, copiare un libro non porta certo la celebrità, ma mi chiedo, cosa si può provare a prendere elogi per un lavoro che non si è fatto? Un lavoro che non è stato concepito e non è stato sofferto?

L’unico consiglio che posso dare è che se non avete idea di cosa scrivere, non scrivete nulla, leggete o passeggiate e se non arrivano ancora idee forse è giusto fare altro nella vita.

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