Come proporre un libro alle case editrici

Il processo di un libro passa da vari stadi. Vi è l’idea che poi viene sviluppata e scritta, letta e riletta. A un certo punto lo scrittore deve lasciar andare la sua opera in mano ad altri, qui passa dall’editore che dopo aver visionato, letto e accettato il romanzo, corregge, impagina, fa un curato editing, crea una copertina, stampa e distribuisce il libro. Quanti passaggi per arrivare a un libro bello e pronto.

Oggi ci occuperemo di una delle fasi più critiche che attraversa uno scrittore, quella di proporre un testo a un editore. Perché sembra facile ma è uno degli scogli più grossi che ci sono da superare e spesso non lo si fa, si tenta e si ritenta e poi, quando lo scrittore, dopo mesi non riceve una risposta, o rinuncia al suo sogno o, semplicemente, decide il self publishing e spesso l’editoria a pagamento.

Spesso, e sono errori che ho commesso anch’io, si fa l’errore dell’invio a tutti senza pensare che non è così che si procede, ci sono delle leggi, poco visibili, da seguire, per essere almeno presi in considerazione. Vediamo quali sono

Studiare bene una casa editrice: ci sono due modi semplici e gratis per fare questo, il sito internet e il tuo librario di fiducia, perché suppongo che, se scrivi sei anche un lettore vorace. Devi conoscere la tua casa editrice, capire cosa pubblica e se il testo che hai scritto è affine a ciò che pubblica di solito. Pensare di essere un grande poeta e che le tue poesie siano così belle che anche una casa editrice che si occupa soprattutto di testi scientifici voglia pubblicarle è utopia (forse pazzia o egocentrismo). Capire quali sono le CE che pubblicano il tuo genere letterario è importante per avere un’idea precisa a chi inviare il manoscritto e chi invece scartare, chi è una stamperia o casa editrice a pagamento e chi, nel proprio sito dice esplicitamente che non prendono in considerazione a momento di nuovi testi.

Ogni casa editrice ha un suo metodo di procedere e quindi ci dobbiamo adeguare noi a loro e non viceversa: ci sono CE che vogliono solo il manoscritto con una breve biografia, altri richiedono solo la sinossi dettagliata, chi una breve sinossi, una breve biografia e tutto il manoscritto; chi solo poche pagine e una sinossi da 2000 battute. Quindi stiamo attenti a cosa ci chiedono e creiamo per ognuna casa editrice una cartella con tutto il materiale da spedire. Alcune CE non prendono in considerazione i dattiloscritti ma creano eventi e concorsi per scoprire nuovi talenti.

Come presentarsi. Ho letto un po’ d’ovunque che uno degli errori più comuni è quello di elogiarsi. Questa cosa la ritengo buffa ma per sottolinearlo evidentemente vi stanno persone che si lodano (e si imbrodano). Nella mail di presentazione non scriviamo che siamo persone super sensibili che siamo nati con la penna e il calamaio in mano (o un pc), che abbiamo scritto uno dei libri più belli degli ultimi anni. Non dobbiamo essere noi a stabilirlo ma gli altri. Bastano poche righe essenziali perché chi ci giudicherà ha tanto da leggere e non può passare il tempo a leggere la vostra melensa biografia. Siamo sintetici e diciamo solo chi siamo e cosa stiamo proponendo.

Come presentare il testo: abbiamo detto di selezionare solo le case editrici affine con il tuo testo, di selezionare solo coloro che accettano manoscritti, di studiarli bene, capire cosa vogliono, creare sinossi, nota biografica e una mail di presentazione sintetica che dica chi sei e perché hai scelto di pubblicare con loro. Adesso vi dico cosa non scrivere e come non scrivere il vostro manoscritto. Caratteri chiari e non ghirigori inutili, non troppo grandi e neppure troppo piccoli, niente vari colori. Mettetevi nei panni del poveraccio che vi leggerà e vi dovrà giudicare: aprirà il file, vedrà l’obbrobrio, chiuderà il file, cestinerà il file. Tra l’altro, per evitare di questi problemi molti lo chiedono espressamente : Font Times Roman, 12, spazio 1,5 o 2. niente colori e cornici e disegnini vari!

A quanti editori inviare: se abbiamo già fatto una selezione di CE già il numero sarà ridotto ma la domanda che si fa ogni aspirante autore è ” a quanti mandare il proprio manoscritto?”. Non c’è una regola ma conviene fare una sorta di calendario editoriale dove scrivere il nome della CE, quando abbiamo inviato il materiale e i tempi di attesa che ci hanno sottolineato (variano dai 2 ai 6 mesi). Inutile, a mio parere inviare e aspettare per poi inviare nuovamente, nello stesso calendario stabiliamo anche quando inviare, magari un paio di mail a settimana, perché: 1 non è detto che tutte le CE a cui hai inviato il materiale si accalcano per pubblicarti (ahimè sappiamo che non è facile venire notati) e 2, se dovessero essere più case editrici a farsi avanti, si deve scegliere quella che offre ciò che magari noi sogniamo per la nostra pubblicazione.

Buon lavoro a tutti.

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