Buon compleanno Piccolo Principe

Il 6 aprile del 1943 veniva pubblicato a New York uno dei libri più venduti, discussi e tradotti del ‘900. Si trattava de Il piccolo Principe, scritto e illustrato con acquarelli da Antoine de Saint-Exupéry. La storia, una favola che fa riflettere piccoli e grandi, le sue frasi e i suoi disegni naif sono diventati famosissimi.

Il libro più celebre e tradotto del XIX secolo se si escludono i testi sacri è Il Piccolo Principe

Ma A. de Saint-Exupéry non è solo il padre del nostro Piccolo Principe, egli era un avviatore che amava il volo e in uno degli incidenti che lo costrinsero a vivere nel deserto per un po’ di tempo aveva creato la favola più famosa dell’epoca moderna. Amara, dolce, melanconica, iconica. Ma egli scrisse tanto sia romanzi che scritti di aviazione che servirono a tanti avviatori della seconda guerra mondiale, che vedevano nello scrittore un punto di riferimento.

Nel 1940 a causa di un incidente fu costretto a vivere alcuni anni negli Stati Uniti ecco spiegato perché Il Piccolo Principe fu pubblicato prima in America e poi in Europa. Nello stesso anno (1943) il nostro scrittore ritorna in Europa e riprende la sua carriera di aviatore. Gli vennero affidate sei missioni di ricognizioni tra la Sardegna e la Corsica. Nell’estate del 1944 scrive agli amici frasi un po’ strane dove si domanda se sarà ancora vivo alla fine della guerra.

È il 31 luglio del 1944 e A. de Saint-Exupéry sta per terminare la sua ultima missione quando, improvvisamente, scomparve nel nulla. Per anni non si saprà cosa è accaduto all’avviatore, solo congetture. Poi si ritrovò un braccialetto forse appartenuto allo scrittore e solo nel 2004 (7 aprile) si leggerà nei giornali il ritrovamento di un relitto sicuramento appartenuto a Saint-Exupéry. Del suo corpo nessuna traccia, forse perché erano passati sessanti anni dall’incidente o forse chissà. Molti non hanno creduto che quello fosse proprio l’aereo dello scrittore, altri invece faranno congetture su quella triste notte d’estate.

Sparire in una notte stellata d’estate

Nel 2008 un ex avviatore tedesco, poi divenuto un famoso giornalista, Horst Rippert, confessò che quella notte anche lui si trovava in missione proprio in quella zona, di aver visto un aereo Lockheed F-5 e di averlo abbattuto. Quando venne a sapere che quello quasi certamente era l’aereo di Saint-Exupéry si pentì del suo gesto e se avesse saputo che l’autore di tanti scritti era proprio lì non avrebbe fatto fuoco. “Nicht auf dissen Mann” ovvero “non su questo uomo”. Rippert aveva letto i libri sull’aviazione di Saint-Exupéry e lo stimava tanto. Ma confessò solo anni dopo quando due giornalisti, dopo il ritrovamento del relitto, iniziarono a indagare su quella notte e arrivarono al suo nome

Ma molti non credono alla confessione tardiva del giornalista tedesco, qualcuno dice che fu proprio Saint-Exupéry a sfidare il nemico proprio per farsi uccidere mentre Rippert afferma che era in basso e che puntò alle ali dell’aereo certo che l’avviatore, chiunque egli fosse, avrebbe cercato di uscire dall’abitacolo per salvarsi. Invece vide solo l’aereo sprofondare nell’abisso, in quella notte piena di stelle.

Qualunque sia la verità, il papà del Piccolo Principe che oggi, 6 aprile 2021 compie 78 anni è e resterà per sempre in una bolla magica, come quelle che piacciono molto ai bambini, con quell’alone di mistero e, forse era quello che voleva: sparire come era scomparso, nel deserto, il suo piccolo principe, per tornare dalla sua rosa.

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