Le migliori letture del funesto anno

Benvenuto 2021

Fin da piccola mi è sempre sembrato triste dare l’addio all’anno vecchio e salutare festante il nuovo. Ascoltavo le pubblicità alla Tv e mi chiedevo perché salutare in maniera allegra qualcosa di cui sappiamo tutto senza averne nostalgia e invece accogliere a braccia aperte qualcosa di cui non sappiamo nulla? Ricordate come eravamo euforici un anno fa? Pieni di idee, buoni propositi, obiettivi? Quanti di noi si erano ripromessi di stare più all’aria aperta, fare movimento, mangiare meglio e perdere quei chili in più per poi passare la primavera chiusi a casa a creare manicaretti continuamente?

Eppure qualcosa di buono ci deve essere… per esempio molti hanno aperto un libro, quello regalato anni prima dall’amica, quello comprato perché la copertina era molto deliziosa o perché consigliato da qualcuno. Un libro tira l’altro, si spera, come spero che molti di voi si siano dati alla lettura e abbiano letto almeno un libro al mese.

Il mio anno libroso è andato discretamente anche se non ho seguito la scaletta che avevo stilato a inizio anno, abbandonandola e, per esempio, non riuscendo a leggere neanche un romanzo russo (ahi), leggendo molti racconti e rileggendo libri che avevo letto tanto tempo fa.

Ecco a voi i libri migliori del funesto 2020

1) Il buio oltre la siepe: libro di formazione molto intenso, mi ricorda una cosa in particolare (forse per questo l’ho messo al primo posto). L’ultima vacanza senza mascherina, sulla neve, al Rifugio Sapienza, qualche settimana che tutto si complicasse.

2) Jane Eyre: c’è qualcosa che già non è stato detto su questo mitico classico? Fatemi sapere.

3) La campana di vetro: iniziato a fine 2019 e primo libro completato nel 2020, Sylvia Plath e i suoi tormenti mi sono rimasti addosso per tanto tempo.

4) Riccardino: il primo uomo della mia lista è il Maestro Camilleri. Ho letto il libro quest’estate e alle ultime battute ho pianto perché ho elaborato e perché credo di aver capito un pezzettino minuscolo sull’uomo Andrea e sullo scrittore Camilleri.

5) Una donna: libro intenso che mi ha lasciato dentro tanta rabbia. Meditando a posteriori buffo è che nel frattempo che Sibilla Aleramo lottava per la libertà alcuni onorevoli duellavano per una donna libera (guardare giù).

6) L’uomo delle nuvole: letto durante il lockdown , un delicatissimo Mathias Malzieu è riuscito a farmi volare con la fantasia.

7) Il vecchio e il mare: come non inserire in questa decina la poetica opera di Ernest Hemingway che gli valse il premio Nobel?

8) Gli onorevoli duellanti: Dell’Arti con ironia ci riporta ai primi anni del ‘900 dove, mentre la maggior parte delle donne erano costrette a sottomettersi al volere maschile e a rinunciare al figlio per la libertà (vedi sopra) la vedova Siemens, con la sua bellezza e il suo spirito libertino creava un caso in parlamento.

9) Il deserto dei Tartari: a essere sincera all’inizio questo libro mi ha lasciato perplessa, poi, come mio solito, dopo la lettura, ho fatto delle ricerche per saperne di più e ho scoperto che Dino Buzzati ha avuto l’idea del romanzo durante le lunghe e solitarie notte nel giornale dove lavorava, quando restava per ore a pensare che la vita scivolasse. Il protagonista del romanzo infatti, aspettando il momento di diventare eroe, si spegne lentamente.

10) Tre topolini ciechi e I Giovedì della signora Giulia: letti durante la stessa settimana. Li avevo letti da piccola e durante una vacanza dai miei ho ripreso in mano questi romanzi brevi. Il giallo, quello di un tempo, bello, ben scritto e con un ‘armonia che molti scrittori contemporanei dovrebbero scoprire prima di accingersi a scrivere “gialli”.

Le vostre letture?

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