Un blog in quarantena

Un blog in quarantena

Prima che si scatenasse la pandemia avevo un diario pieno di appunti su tutto quello che dovevo scrivere sul blog. Mi ero proposta di arricchirlo con notizie e consigli sulla scrittura e sui libri.Ogni mattina, dopo aver accompagnato mia figlia a scuola, andavo in ufficio, sistemavo la mia postazione, se ancora non ero andata a salutare i miei amici al bar andavo e prendevo l’ennesimo caffè e poi aprivo l’agenda e iniziavo a organizzarmi. Ormai mi bastavano pochi minuti. Appuntavo idee, controllavo se, nel mese successivo, ci sarebbero stati eventi o altro (tipo la giornata mondiale del…), controllavo il calendario di WordPress (uno strumento molto utile, se ancora non avete questo plugin, cliccate qui ), correggevo post, programmavo, cercavo immagini. Era un lavoro che rubava circa mezz’oretta al giorno poiché la fase più impegnativa del blog è scrivere articoli interessanti, che ti piacciono e che possano piacere ai tuoi lettori.

Una sera, mentre ero già a letto a leggere un libro e mio marito a guardare la tv, arrivò la notizia che anche la Sicilia era blindata e che si doveva stare a casa. Le scuole erano chiuse! Il mio pensiero in quel momento andò a tutti gli insegnanti e alle maestre, a un mondo, quella della scuola, molto scandito, un calendario perfetto e poco mutabile rispetto quello del mio blog. Pensai a tutti i progetti che avevano le maestre di cose da fare con i loro alunni, pensai a tutti i bimbi che non hanno la possibilità di avere dei genitori pronti a un’emergenza del genere. Naturalmente il mio blog non era una priorità.

Quotidianità stravolta

Non andando più in ufficio, essendo stata sottratta la quotidianità che conoscevo, il blog divenne un ricordo lontano. Tutto il giorno sola con la mia bimba che stava imparando a scrivere e leggere, a scoprire moltissime cose, i suoi bisogni erano più importante e, se sei una mamma lo saprai, le prime settimane sono state complicate con le chat delle mamme, l’incertezza, le mille schede, la confusione dei compiti. Perché se c’era una mamma in difficoltà non potevi ignorarla, se una mamma ti chiamava perché non aveva ancora il diario elettronico e non sapeva come scaricare l’app, non potevi chiuderle il telefono in faccia. Arrivavo alla sera stremata, dopo una giornata piena di telefonate, messaggi, schede da scaricare e compiti da fare. Sentivo in tv i consigli su cosa fare a casa per non annoiarsi mentre le mamme in chat si lamentavano che non avevano il tempo per le pulizie in casa.

Lo straordinario diventa la normalità

Succede una cosa: ciò che è straordinario diventa la normalità e trovi nuovi ritmi. Così anche qui, e hai nuovamente il tempo per leggere, sistemare i post, ma ti accorgi che molte delle idee che avevi non le puoi mettere in pratica. Per esempio il post sui posti da visitare in primavera, o i libri da portare per una breve vacanza primaverile. Non è il momento adatto, rimettiamo in cantiere e rifacciamo tutto nuovamente.

Perché anche il blog si modifica e si adegua alla pandemia e dobbiamo seguire l’onda e parlare delle nostre passioni pensando a quello che avviene nel mondo.

Questo spazio virtuale nasce per farmi conoscere, far conoscere quello che ho fatto e quello che continuo a fare e per parlare di scrittura e di libri.

Di cosa dovrebbe parlare un blog di scrittura e libri durante una pandemia?

  • Di libri sulla pandemia
  • Di libri che ci aiutino a evadere dalla pandemia
  • Delle iniziative online di librerie e case editrici
  • Di libri appena usciti
  • Di come sarà la scrittura dopo la pandemia
  • Di tecniche di scrittura
  • Scrittura come mezzo di evasione e riflessione

Neanche una pandemia può fermare il processo creativo e la passione per la lettura.

 

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