Una storia che forse non è romantica

Questa settimana vi ho parlato di romanzi d’amore da leggere in questo periodo (leggi qui).

Qualcuno si sarà chiesto come mai non inserire l’unico romanzo di Emily Brontë. Potevano esserci solo due motivi per cui non inserire questo titolo: o non lo avevo letto e non posso suggerire qualcosa che non ho letto o non lo considero un romanzo d’amore. E, dato che ho letto il romanzo, la risposta sensata è che non considero Cime Tempestose un romanzo d’amore. Neanche chi è stato “costretto” a pubblicarlo lo aveva considerato tale: troppo violento, scritto più da una penna maschile che femminile. La Emily era la sorella di Charlotte, mamma della mia cara Jane Eyre, quindi (vi evito tutta la storia) alla fine, soprattutto grazie al successo che ebbe il romanzo di Charlotte, Cime Tempestose vide la luce. Ma quante critiche.

Emily Brontë non ebbe la fortuna di vedere i frutti del suo duro lavoro, come affermò Charlotte nel tentativo di giustificare il romanzo della sorella, sembrava essere posseduta da qualcosa che la spingeva a scrivere quella storia. Emily morì troppo presto, solo un anno dopo la pubblicazione del romanzo che allora suscitò scandalo e solo pochi riconobbero lo stile e l’innovazione della trama.

Violenza, vendetta e un fantasma che bussa alla finestra

Vorrei parlarvi di questa storia anche se molti la conoscono, sottolineare, soprattutto, una chicca che forse non tutti hanno notato. Non vorrei confondervi le idee, ma se qualcuno vi chiedesse “canzone, film e libro preferito” potete rispondere prontamente ”  Wuthering Heights “?

Le trasposizioni cinematografiche di questo romanzo non sono riusciti a essere all’altezza della storia. Cime tempestose è un caleidoscopio di personaggi strani, contraddittori, tristi, chiusi in se stessi. La storia si apre con il racconto di Lockwood che resta basito dal comportamento del suo vicino di casa, il padrone di Wuthering Heights, un quarantenne rozzo, con poca gentilezza e quasi folle. Loockwood crede di aver visto un fantasma, il fantasma di una ragazza e non vede ora di tornare nella sua casa a Thrushcross Grange, proprietà che ha preso in affitto proprio da quell’uomo, Heathcliff. Ammalatosi e nel contempo curioso, chiede spiegazioni alla sua governante, Nelly, che ha prestato servizio per anni a Wuthering Heights per poi trasferirsi Thrushcross Grange, prima come governante di Catherine, il fantasma che forse Lockwood ha visto, e poi della figlia, giovanissima vedova del figlio di Heathcliff. La storia che Nelly racconta non ha nulla a che fare con l’amore, anche se la passione e l’amore ci sono, ma l’arroganza, la superbia, la cattiveria e la vendetta sono sentimenti che sovrastano i sentimenti positivi. Heathcliff vorrà vendicarsi di tutti, distruggendo le vite e le proprietà di chi lo aveva trattato male per tanti anni.

Wuthering Heights, tra celluloide e note

Tutto questo al cinema non è facilmente traducibile, alcuni film si sono fermati con la morte di Catherine, altri hanno cercato di attraversare la storia nella sua integralità, ma non è un lavoro facile. La trasposizione migliore credo sia quella del 1992 con Ralph Fiennese e Juliette Binoche, migliore perché tiene conto anche della seconda generazione dei personaggi del libro. Ma la riduzione cinematografica del 1970 ha un pregio importante.

Una ragazza vide al cinema questo film ma non aveva ancora letto il libro. Ne restò affascinata e volle leggere il romanzo. Restò colpita del fatto che l’autrice fosse nata il 30 luglio, cioè il giorno del suo compleanno, e la protagonista, invece, si chiamava Catherine lo stesso nome della ragazza. Questa giovane donna, era dotata artisticamente, componeva già canzoni e attraverso anche la conoscenza con David Glimour, chitarrista e cantante dei Pink Floyd, stava incidendo delle demo. Concluso il romanzo guardò fuori dalla finestra: è in subbuglio pensando che alla fine, quelle due anime che avevano sofferto tanto per non potersi amare in vita, vagavano per la brughiera tenendosi per mano, nella vita eterna. La luna è alta e lei compone i versi:

Incubi nella notte
Mi hanno detto che stavo per perdere la lotta

Andando via dalle mie cime tempestose,
cime tempestose

Heathcliff, sono io Cathy
Torna a casa, ho così freddo!
Lasciami entrare dalla tua finestra

Heathcliff, sono io Cathy
Torna a casa, ho così freddo!
Lasciami entrare dalla tua finestra

Oh, sta facendosi buio, sta venendo la solitudine
Dall’altra parte di te
Ho sofferto molto, cado nel vuoto
senza di te
sto tornando amore
Heathcliff crudele, mio unico sogno,
mio solo padrone

La canzone esce nel gennaio del 1978, la ragazzina si chiama Kate Bush, il brano, naturalmente, è Wuthering Heights , l’assolo di chitarra alla fine del brano è firmato da  Ian Bairnson. Sarà un grande successo da milioni di copie.

Mai fidarsi delle apparenze

Ma ritorniamo a Emily, al suo Cime tempestose, alla sua crudele visione dove un mondo piccolo e chiuso rischia di soffocare un fiore, la purezza, l’intelligenza. Dove la donna è considerata un oggetto e non un vero individuo. Il crudele Heathcliff, per vendicarsi anche della morte della sua amata vuole distruggere la vita della figlia. E niente lo ferma, né il fatto che la ragazza abbia il nome dell’amata e neanche che le assomigli tanto. Colpevole solo di essere venuta al mondo mentre la madre moriva. La inganna, la intimorisce, la rende una schiava, la fa sposare a un figlio che sta per morire e continua a tenerla prigioniera rendendola un’anima senza futuro.

Alla fine Heathcliff smetterà di spargere crudeltà, i suoi nervi cederanno, i ragazzi che voleva rendere ignoranti, schiavi e imbruttiti, avranno il coraggio di andare avanti grazie alla curiosità e alla voglia di apprendere e di scoprire, all’affetto. Diventerà apatico, forse capirà che non può più fare del male, per quanto si era sforzato, per la tanta crudeltà, la sua furia come una tempesta, è terminata e quindi si lascia morire pensando di poter riabbracciare la sua amata. E un piccolo dubbio passerà per un secondo nella mente di Loockvood , forse aveva sbagliato a giudicare. Come si sbagliarono i primi critici di Wuthering Heights.

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