Libri brutti: esistono veramente?

Premetto: non è un post polemico e non voglio criticare nessuno. Purtroppo mi capita spesso di farmi consigliare male, soprattutto da chi dice che tal dei tali ha scritto un buon libro, o da una copertina, o da recensioni a 5 stelle. Capita a tutti, lo so. Ma l’ultimo libro letto mi ha lasciata molto perplessa tanto da pormi delle domande:

  • perché alcuni libri brutti vendono?
  • perché molti libri che promettono bene invece ci deludono?
  • perché non si deve mai credere ai commenti e alle fascette che ti promettono libri che ti faranno sognare?
  • perché è meglio affidarsi a una casa editrice che ti piace o a un bookblogger affine ai tuoi gusti?

Tempo fa una BookBlogger ha ribadito che lei non era più disposta a leggere libri da esordienti, pubblicati da una certa casa editrice e libri di un determinato genere. Non ho pensato che fosse boria o classismo, evidentemente aveva le sue buone ragioni e oggi credo di sapere il perché abbia voluto ribadire questo suo “desiderio”. Oggi lo condivido (purtroppo).

Dico purtroppo perché spesso alcuni libri mi deludono e sono sempre di alcune tipologie:

Tipologia A

il tipo conosciuto su Facebook che ha scritto un libro e mi chiede di recensirlo (o almeno comprarlo). Io cretina, pur scrivendo e pubblicando, facevo sempre il primo passo e poi mi ritrovavo con una fuffa di argomenti attuali, trattati banalmente, con puntini di sospensione come se fossero palline per un albero di Natale, scrittura che scimmiotta un autore che può essere, dipende dai casi, Bukowski o Salinger. Questa tipologia di scrittore ti rompe i puntini di sospensione così tante volte che alla fine cedi e ti ritrovi in mano un libro assurdo, noioso e ti chiedi come mai questo tipo venda tanto. La risposta è semplice: marketing spietato! Ti scrivono dappertutto: Messenger, Whatsapp, Twitter, Instagram dicendoti che hanno scritto un libro e che lo puoi acquistare etc etc. Un tizio una volta mi scrisse su Messenger mentre lavoravo, era tornato all’attacco sul suo romanzo, asseriva aver venduto tanto. Quella volta mi avvertiva che i suoi libri erano in offerta, non risposi subito perché stavo lavorando e, convinta di comprarli perché… non so neanche io perché, gli scrissi che volevo acquistare ‘sti benedetti libri. Mi aveva bloccata! Si era offeso perché non avevo risposto immediatamente. Un tipo che non riflette che in quel momento qualcuno è impegnato a guadagnarsi la pagnotta e reagisce bloccandoti, ha qualche problemino.

Un altro tipo mi importunò su Twitter e dopo alcune domande tipo: ti piace leggere? ah anche tu scrivi? Mi propose il suo cofanetto di romanzi che trattavano di supernaturale, giallo, thriller, e forse in mezzo c’era pure una storia d’amore. Mi scrisse che lui vendeva tanto e che era famoso. Mi faceva un’offerta incredibile per i suoi romanzi e, che fortuna, mi regalava una poesia dedicata a me e ai miei scritti: tentennai un po’ perché avere una poesia che tratta contemporaneamente di frati estorsori, mafiosi, incestuose, rivoltosi, prostitute e scrittrici hard era molto succulente come cosa ma, alla fine, rifiutai.

Perché questa tipologia di libri (non belli) vende, soprattutto su Amazon? Perché rompono! Iniziano chiedendo di leggere l’estratto del romanzo, poi le recensioni. Educatamente menti: “bello” e lui risponde “Allora compralo!”. E acquisti, e quando hai acquistato ti chiamano per sapere se hai letto e ti rompono fino a quando non hai letto e poi insistono affinché tu scriva la recensione. E menti anche nella recensione, che ci vuoi fare, sei stato fregato dalla tua stessa gentilezza! Poi ci sono parenti e amici che scrivono le recensioni su Amazon (e così avete scoperto che i miei familiari non sanno usare Amazon!) e così ti fai fregare dalle recensioni, dalla tua gentilezza, dalla fuffa che c’è in giro! E ti ritrovi in mano un libro che, in una situazione diversa, non avresti neppure notato.

Tipologia B

Alcune case editrici. Non acquisterò più libri di alcune case editrici perché letto un paio di libri li hai letti tutti. Ogni casa editrice ha la sua filosofia editoriale, sia ben inteso, ma se non coincide con il tuo concetto di lettura, anche se te lo consigliano, anche se ti dicono che è bello, tu resisti, non farti fregare. Perché non c’è bisogno di disturbare filosofi ed esteti da Aristotele sino a Kant per arrivare a Vattimo per dire che è bello ciò che piace. La fascetta ti prometterà che il libro ha incantato i lettori, che ha venduto tantissime copie, ma devi capire quale tipologia di lettore è stato incantato. L’ultimo libro letto di una nota casa editrice era prevedibile, scontato. L’ho trovato noioso, alle volte banale. Non vi sto a dire il motivo per cui alla fine avevo deciso di leggerlo, diciamo era una promessa. Per anni ho pensato a come potesse essere questo libro: se aveva venduto così tanto sul web da convincere una casa editrice ad acquistarne i diritti, doveva essere sicuramente grazioso. Mi sbagliavo! Il problema è che non è il mio genere di lettura, sono abituata a altro e, quindi, elimino pure l’ultima possibilità data a suddetta casa editrice.

Tipologia C

Siamo chiari: libri brutti per tutti non ci sono. Io ho trovato “Canne al Vento” un capolavoro, qualcuno abituato ad altre letture lo troverà noioso e insensato. E devo citare un libro che proprio non mi è piaciuto “Città di Carta” di John Green. Gli hanno fatto pure il film, pensate un po’. Forse sono ormai vecchia per le storie di adolescenti? Sarà che proprio non ho capito il senso del libro? Sarà che queste storie sono lontane da me? Ma pagine e pagine per una storia che poteva essere scritta in 180 pagine mi sembrano assurde. A un certo punto ho deciso di saltare le pagine, perché tanto la storia era lenta, fatta di aneddoti e situazioni che proprio non mi trasmettevano nulla. Mi sono sentita come se mi avessero rubato del tempo, lo avrei potuto impiegare leggendo altro. Ma, mi sono chiesta, questo libro è un libro che è piaciuto veramente oppure è stato pilotato? Perché l’ho portato sull’autobooks di Catania dove tu porti un libro e te ne regalano un altro e che cosa ci trovo? Lo stesso libro che stavo regalando, sì, Città di Carta. Che strana coincidenza! Spesso un libro, un film, un disco, vengono pompati per farli apparire dei successoni. Lo fanno anche con i self pubblishing. Mi è capitato di leggere: “il nuovo Camilleri” o peggio “Agatha Christie italiana”. Leggerete anche articoli su svariate riviste e quotidiani in cui si elogiano questi sedicenti scrittori con 100.000 copie vendute – ma voi sapevate che alcuni giornalisti o bookblogger si fanno pagare per pompare un amico di un amico? –

Ma i libri brutti esistono?

Se un libro che ritieni non bello viene elogiato da un altro vuol dire che: chi afferma mente, o non ha gusti letterari o sei tu che non hai gusti letterari… o forse i gusti son gusti. Altro elemento che non sottovaluterei è quanto queste persone leggano, perché più si legge più i gusti si affinano, più capisci se un libro non fa per te. Ho un debole per i classici, per i libri un po’ gotici, per le storie un po’ satiriche, per gli storici e quindi prendo in mano Il Maestro e Margherita e dico Wow, lo prende in mano chi legge i romance e lo butta inorridito: pensava di trovarsi tra le mani un romanzo d’amore e invece c’è un Diavolo che non verrà sconfitto!

Quindi come proteggersi dai libri brutti?

Ho letto che leggere libri brutti è un bene per affinare il senso critico. Ma aggiungerei anche che dopo che hai affinato, hai dato e quindi basta! Altra questione, riflettevo che una volta di libri brutti se ne trovavano di meno, oggi tutti scrivono, tutti pubblicano e quindi la percentuale dei libri brutti aumenta! Siamo bombardati da titoli su titoli e sembrano tutti interessanti. Come gestire?

Facile:

Se leggi più di 10 libri all’anno avrai capito quali sono le case editrici che più ti piacciono, segui quelle sui social, visita ogni tanto il loro sito, frequenta i librai che propongono i loro libri. Un altro consiglio (non sono di parte) è seguire i BookBlogger che hanno già parlato bene dei libri che ti piacciono, che collaborano con le tue case editrici del cuore e che hanno dimostrato un’etica professionale! Sì, hai letto bene, perché su ti ricordavo che alcuni vengono pagati per dire minchiate! (scusate il sicilianismo!).

Ma la domanda del titolo del post è se esistano o meno libri brutti oggettivamente. Non lo so, esistono libri brutti per me, anche i miei libri saranno brutti per alcuni. Non si può piacere a tutti. Da lettore si deve cercare di far crescere il proprio senso critico per stabilire cosa ti piace e quali libri poter leggere; da scrittore il compito è arduo, devi far crescere il tuo senso autocritico, devi scrivere per un lettore, arrivare al tuo lettore, farlo sognare, farlo riflettere; se scrivi per te stesso e trovi le scuse banali del “questo è il mio stile e voi non mi capite”, bene, non pubblicare.

Io non dirò mai che un libro è brutto brutto brutto… Non ne ho il coraggio perché so che quando si scrive (di solito) si provano delle emozioni, delle sensazioni e che in quel momento quello che si è scritto è bello per chi lo scrive e non mi va di offendere il figlio di uno scrittore. Voi direste mai a un papà o una mamma dopo aver guardato bene il loro bambino “Ma è brutto, veramente brutto, non capisco il senso di questo bambino!”. No, alle volte è meglio tacere!

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