Quanto ami rileggere i libri che hai adorato?

Non è un libro che rileggerei

Lo affermai una volta parlando di un famoso libro con due mie coinquiline. Una delle due mi lanciò uno sguardo come quello che si fa a un insettino prima di decidere se sopprimerlo o meno. Mi chiese (in modo poi da farmi capire quanto fossi cretina) perché mai rileggere libri. Se hai letto già un libro, sai come va a finire, perché rileggerlo? Cercai di farle capire che mi piace rileggere alcuni libri, perché è un piacere rileggerli. Lei non capiva l’assurdità. Fece una faccia strana, di quelle tipe che non riescono a tollerare la stupidità altrui e poi non ricordo, credo si cambiò discorso.

Perché si legge lo stesso libro? Ve lo siete mai chiesto?

In passato a me capitava spesso di rileggere i miei libri preferiti. Il diario di Anne Frank, Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Il giovane Holden. Ho letto due volte anche Trainspotting. E non lo facevo perché, come qualcuno ironicamente diceva, la prima volta non l’avevo capito, ma perché mi mancavano i personaggi e le emozioni che alcune pagine mi davano, oppure, come diceva Salinger proprio ne Il giovane Holden “Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira".

Ora vi chiedo: ogni anno, periodo di Natale, ripropongono in tv i classici di Natale, da La vita è meravigliosa a Miracolo nella 34a strada sino a Una poltrona per due. Ogni anno si riguardano questi classici perché si ha il piacere di rivederli, perché è tradizione, perché ci riportano a quando eravamo bambini… Non perché non si è capito!

Perché si deve criticare chi ha il piacere di leggere un libro per la seconda volta?

Alcuni libri, quelli ben scritti, quelli che fanno parte della nostra vita, non hanno tempo, e riprenderli in mano, sfogliarli, riscoprirli, è sempre una bella avventura.

Rileggere è meno stressante perché conosci la storia, sei consapevole che non ti deluderà, conosci i personaggi ed è come rivedere un vecchio amico per un caffè. Se rileggi un libro dopo tanto tempo lo interpreti in maniera diversa.

Per il 2020 mi sono ripromessa di rileggere tre romanzi che fanno parte della mia vita e mi hanno accompagnata per tre diversi periodi della mia vita. Ognuno di questi testi mi ha insegnato qualcosa. Il conte di Montecristo, Moby Dick e Lolita. Spero di farcela con i tempi che ho (e le tante letture in programmazione). Perché voglio rileggerli e vedere cosa mi regaleranno questa volta.

A proposito di Lolita, vi lascio con una frase del suo “papà” Nabokov:

Un buon lettore, un grande lettore, un lettore attivo e creativo è un "rilettore". La prima lettura comporta un lavoro fisico, serve soltanto a prendere familiarità con i contenuti del libro. Solo le letture successive permettono di godere i particolare e di valutarlo artisticamente, perché l'idea complessiva del testo dovrebbe essere chiara nella mente del lettore.

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