Girovagare

Via Crociferi Catania
Via Crociferi, Catania

È capitata una volta uscita da lezione. Non avevo voglia di prendere per la solite strade. Volevo vedere un’altra faccia di Catania, quella delle piccole viuzze, così, uscita dal monastero, presi la via che avevo di fronte. Sentivo i vari rumori provenienti dalle case, uno stereo acceso con musica neomelodica, una porta colorata di rosso e blu, e scesi per quella stradina ripida, sino ad arrivare in Via Crociferi, per un attimo pensai di voltare a sinistra per ritornare nelle strade che conoscevo a memoria, ma cacciai quel pensiero, come se mi rivoltasse e continuai il mio pellegrinaggio per le stradine sconosciute.

Vidi le belle chiese di Via Crociferi, e dall’altra parte la scalinata, dove qualche sera prima Anna aveva sorpreso Alex con quella sconosciuta.

Superai Piazza S. Francesco D’Assisi dove vi è il museo Bellini e continuai a scendere sino a Piazza Mazzini, sino al mercato del pesce.

C’era un vecchio davanti a me che sembrava puzzare di sudore, e in realtà sentivo un cattivo odore, come di marcio. Un pescivendolo buttò dell’acqua alla merce per mantenere fresco il pesce, mi scostai per non sporcarmi gli anfibi dall’odore del mare, che non mi piace tanto perché mi ricorda l’odore che faccio io prima delle mestruazioni quando sudo, con la sola differenza che l’odore del mare è molto più forte. Il ragazzo che aveva buttato l’acqua sorrise di gusto perché pensò che io avessi paura di quel gesto per me e non per i miei anfibi.

Alla fine presi per una scalinata. Dei vecchietti s’incontrarono e cominciarono a chiacchierare del più e del meno proprio dove stavo passando io; per non disturbare quell’idilliaco momento dello scambio di saluti, feci tutto un giro enorme e finalmente salii per quella rampa di scale che mi portò dritta alla fontana di Piazza Duomo.

C’erano dei turisti che facevano foto cercando di prendere tutto lo sfondo per intero, facevano grandi acrobazie, poiché se l’elefante non fosse comparso in tutta la sua interezza, qualcuno dei loro amici avrebbe potuto pensare che quella non era Piazza Duomo perché al centro non c’era l’elefante

«Ma scemo non lo vedi questo dietro la Camilla? È il Duomo di Catania, quindi siamo a Catania, in Piazza Duomo»

«No tesoro, ti sbagli, se non c’è l’elefantino non può essere Piazza Duomo».

E su per la Via Etnea, si ritorna alla vita di sempre.

Ti è piaciuto il racconto? Trovi questo e altri racconti nella raccolta Storie di donne, streghe e zanzare

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